Warning: Creating default object from empty value in /membri/lacittadella/wp-content/themes/deliciousmagazine/functions/admin-hooks.php on line 319
Crea sito

LE PUSSY RIOTS E I CARNEFICI DI ASIA BIBI

Mi sembra molto opportuno mettere insieme due notizie che riguardano la libertà d’espressione. Da una parte c’è la storia di Asia Bibi, che trovate perfettamente riassunta dal mio amico Stefano nel post relativo, e dall’altra quella delle Pussy Riots. Della prima non parla più nessuno; per le seconde si è addirittura mossa una popstar come Madonna. Asia Bibi è segregata ormai da tre anni, è stata seviziata, stuprata, e sul suo capo pende la condanna a morte; le Pussy Riots sono state regolarmente condannate dalla legge russa a due anni di lavori forzati. La prima si è limitata a confessare la propria fede, di fronte ad uomini violenti che pretendevano che abiurasse. Le seconde, invece, sono entrate a gridare bestemmie e insulti alla Chiesa ortodossa e al suo patriarca, direttamente nella cattedrale di Mosca, spaventando e scandalizzando i fedeli presenti.

Asia Bibi è l’immagine di una persona umile, semplice, indifesa, condannata ingiustamente a morte. Le Pussy Riots sono la violenza, la cristianofobia, l’intolleranza, la profonda ignoranza. I due anni ai lavori forzati sono una pena fin troppo mite per chi denigra, anche solo a parole, una religione e i suoi fedeli.

Le due vicende in effetti sono legate da uno stesso filo: l’intolleranza religiosa, specie contro il cristianesimo, la religione attualmente più perseguitata sula faccia della terra. E’ per intolleranza religiosa che una persona come Asia Bibi rischia la morte di fronte ad un tribunale islamico. E’ per intolleranza religiosa, incapacità di dialogo, incapacità di una convivenza civile che le Pussy Riots hanno fatto quello che hanno fatto. Le punk russe non sono per niente delle eroine della libertà di pensiero: sono delle violente, non molto diverse dagli accusatori di Asia Bibi.

Ma il carrozzone mediatico, ma il potere mondiale che vuole distruggere il Cristianesimo, che lo vorrebbe cancellare dalla faccia della terra, si è già messo in movimento per fare delle Pussy Riots delle “martiri”. Per favore, non scherziamo, non giochiamo con le parole. Martire è Asia Bibi, lei vive il vero martirio, se questo termine ha ancora un senso. Ed è giusto che si parli di Asia, sempre, fino allo sfinimento. Non è giusto che delle provocatrici che bestemmiano in una chiesa prendano il suo posto sotto i riflettori mondiali.

Le tre punk russe hanno anche dei sostenitori che dimostrano, coi loro gesti, quale sia l’obiettivo principe della protesta. Alcune “contestatrici in topless” nella piazza centrale di Kiev hanno abbattuto con una motosega non una semplice croce, ma una vero e proprio crocifisso. L’hanno fatto cadere nella polvere e gli hanno urlato contro i loro slogan blasfemi. Che differenza c’è tra costoro e le donne musulmane che hanno contribuito all’arresto di Asia Bibi?

L’odio a Cristo e alla sua Chiesa riempie il mondo, dal Pakistan alla Russia. Impariamo a giudicare, impariamo a chiamare le cose col loro nome. Non ci facciamo fregare dalla grande congiura cristianofoba mondiale.

Gianluca Zappa

Tags: , , , , ,

No comments yet.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

Creare blog